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Tifa

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Famiglia: Typhaceae

Nome scientifico: Typha latifolia L

Nome comune: Tifa, Mazzasorda

descrizione

Caratteristiche: è una pianta assai conosciuta per le sue caratteristiche infiorescenze cilindriche. Raggiunge i 3 metri di altezza, con foglie larghe 1-2 cm. e alte tanto quanto il fusto, che si presenta eretto e robusto. L’infiorescenza è senza interruzione e costituita da una parte maschile sopra e da una parte femminile sotto. Il seme si forma nel tardo autunno ed è dotato di lunghi peli che gli permettono di disperdersi con il vento. La pianta vive ancorata al fondo fangoso con un robusto rizoma, fornito di lunghi stoloni sotterranei.

Habitat: vive in fossi, paludi e nelle acque poco profonde al margine di laghi. Spesso è presente con un gran numero di individui. Diffusa dal fondovalle a 1400 m.

Epoca di fioritura: luglio-agosto.


Coltivazione:

Esposizione: predilige il sole.

Umidità: vive in acque poco profonde (fino a 2 metri).

Terreno: la specie vegeta su suoli neutri, o con condizioni di blanda acidità o basicità. In tutti i casi il terreno deve avere alto contenuto di azoto.

Propagazione: la specie presenta rizomi con stoloni lunghi e ramificati che gli assicurano un’ampia propagazione. Tende ad invadere le aree circostanti con un intreccio di stoloni saldamente ancorati al fango. I trapianti, sia di spezzoni di stolone che di piante intere, hanno normalmente largo successo. Inoltre la pianta si propaga facilmente tramite i numerosissimi semi prodotti. Moltiplicazione non necessaria.

Calendario: contenere regolarmente la specie nelle aree appropriate, estirpando le piante e soprattutto le radici. E’ fondamentale eliminare le infiorescenze, con circa un metro di fusto, prima della maturazione dei semi. Questa operazione va fatta verso la fine di agosto.

Note: si propaga per seme nelle altre zone umide circostanti, al comparire della specie in posti indesiderati è opportuno estirpare accuratamente i rizomi. Infatti ben presto essi formano intrecci difficilmente sradicabili. E’ una specie che si adatta a stagni artificiali, in questo caso si deve progettare bene l’area di coltura in modo che la pianta non invada le altre superfici. A questo scopo possono essere utili gli appositi cestelli da laghetto, che trattengono il terriccio ma impediscono la propagazione all’esterno dei rizomi.


Rinaturalizzata nei laghetti del Parco delle Biodiversità di Lodivecchio, nel Giardino dei 5 Sensi di Sordio, nel laghetto della Scuola Marcolini di San Giuliano




 

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