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Airone Cenerino

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AIRONE CENERINO

Ardea cinerea

Si distingue dagli altri aironi per le grandi dimensioni (90-98 cm di lunghezza). Ha una livrea grigio cenere (da cui il nome). Le parti superiori sono grigie, il collo e la testa bianchi con una striscia nera sulla nuca. Il lungo e affilato becco è giallastro, le grandi zampe brunastre, ma entrambi diventano di colore rossastro in primavera. Il volo è potente, con lenti e profondi battiti di ala.

Migratore regolare, compie spostamenti soprattutto in marzo/aprile, con consistenti movimenti giovanili.

L’Italia è un’importante via di migrazione verso il Mediterraneo e l’Africa per le popolazioni dell’Europa che, in parte, si soffermano nelle zone umide della Pianura Padana dove è regolare e consistente lo svernamento di alcuni di loro.

Le popolazioni italiane sono in gran parte sedentarie e gli animali si disperdono vicino alle colonie di nidificazione (dette Garzaie), in occasione di inverni particolarmente rigidi, in cerca di nuove zone di alimentazione.

Gli Aironi cenerini nidificano in colonie quasi sempre sulla cima di alberi d’alto fusto. La femmina depone 3-5 uova in febbraio-marzo. I nidi sono costruiti con rami e canne, la struttura poco elaborata è in relazione all’allontanamento precoce dei piccoli, che imparano a volare solo qualche settimana dopo. Dopo questo periodo, tuttavia, sono frequenti i ritorni al nido. Molti rapaci utilizzano nidi di Airone cenerino abbandonati.

Le cure parentali sono condotte da entrambi i sessi.

Ha un volo maestoso, con battiti d’ala lenti e profondi, a zampe distese dietro il corpo, testa e collo incassati tra le spalle.



Habitat:

Frequenta stagni, risaie, prati allagati, canali, fiumi, laghi, e coste marine.

Se ne sta immobile per lungo tempo nell’acqua bassa nell’attesa della preda, di solito costituita da rane, pesci, rettili, che cattura con un fulmineo colpo del lungo becco

La tecnica di caccia solitamente adottata è particolarmente interessante: passi lenti nell’acqua, sono seguiti da immobilizzazioni, una volta localizzato il pesce viene arpionato, lanciato in aria afferrato ed inghiottito dal capo, evitando così l’apertura delle scaglie.




 

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