Daphnia
Daphnia pulex
(Ordine Cladocera)
(Classe CROSTACEI)
La Daphnia, comunemente detta “pulce d’acqua”, è il più noto e comune dei Cladoceri (Classe dei Crostacei).
Si tratta di crostacei relativamente primitivi caratterizzati da appendici toraciche poco differenziate a funzione respiratoria, locomotoria e filtratrice, in particolare gli arti toracici hanno, alla base, espansioni fogliformi che funzionano come branchie. Il corpo è costituito da due valve che racchiudono agli arti e gli apparati circolatorio, riproduttore e digerente. Sporgono il capo e due paia di antenne, le più lunghe delle quali servono per la locomozione.
Le due valve ventralmente formano un canale dove la Daphnia convoglia, muovendo i suoi arti, l’acqua che contiene in sospensione le particelle alimentari (alghe e detrito), l’acqua viene filtrata da piccole setole che si trovano sugli arti e che servono per trattenere le particelle, suo nutrimento.
Nella Daphnia il sangue contiene emoglobina disciolta in misura tanto maggiore quanto minore è l’ossigeno disciolto nell’acqua: l’emoglobina serve principalmente quale riserva di ossigeno per le uova che le femmine portano in una camera incubatrice situata tra il carapace e la porzione posteriore del corpo.
La riproduzione avviene tramite partenogenesi ciclica, cioè senza la fecondazione da parte dei maschi che compaiono soltanto in condizioni ambientali particolari.
La femmina diviene adulta in 7-8 giorni ed è in grado di produrre partenogeneticamente fino a 30/40 uova alla volta; per questo motivo possano rapidamente diventare molto numerosi.
Nella buona stagione le femmine producono uova subitanee diploidi che sono contenute nella camera incubatrice, ove iniziano lo sviluppo embrionale. Queste uova, che iniziano lo sviluppo subito per via partenogenetica, danno origine esclusivamente ad altre femmine. Nella stagione estiva si succedono così diverse generazioni di femmine partenogenetiche, ma verso l’autunno compaiono anche i maschi, mentre le femmine producono le uova durature aploidi, che devono venire fecondate e si sviluppano dopo una pausa anche assai lunga.
In pratica lo sviluppo non inizia finché durano le sfavorevoli condizioni invernali.
Le uova durature sono maggiormente provviste di vitello e vengono prodotte in numero minore rispetto alle uova subitanee: vengono deposte entro l’efippio, rivestimento protettivo costituito da una parte del carapace materno.
Col ritorno delle condizioni ambientali favorevoli dalle uova durature nascono nuove femmine partenogenetiche e il ciclo ricomincia.
Lo sviluppo è solitamente diretto.
Frequente nelle specie partenogenetiche c’è una notevole variabilità stagionale di forma e di dimensioni degli individui, fenomeno chiamato ciclomorfosi.
I neonati differiscono dagli adulti soltanto perché sono di dimensioni inferiori, come in tutti i Crostacei si accrescono poi per mute successive.
E’ presente nei biodiversiti di Lodivecchio, Paullo e San Giuliano Milanese.






